Prima di cominciare
Psicologo gratis: che cosa esiste davvero, e come si entra
Gratuito per legge, in tutta Italia, è il consultorio familiare: si entra senza impegnativa e fra le sue prestazioni c’è il colloquio psicologico. L’altra porta pubblica è la ASL, con il Centro di salute mentale e il servizio di psicologia, dove si paga il ticket della tua Regione e non si paga nulla con un’esenzione. Le altre strade gratuite esistono ma danno quasi sempre un numero chiuso di incontri: gli sportelli di atenei e scuole, le linee di ascolto, il bonus psicologo quando una finestra è aperta.
Aggiornato il 1 ottobre 2026. A cura della redazione clinica di Atlante Clinico.
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- Il consultorio familiare è ad accesso diretto, senza impegnativa del medico di famiglia, e la legge che lo ha istituito stabilisce che le sue prestazioni sono gratuite.
- Come si entra al Centro di salute mentale lo decide la ASL: a Bologna e a Viterbo l’accesso è libero, a Napoli per il servizio di psicologia servono l’impegnativa del medico di base e la prenotazione al CUP.
- Dove il ticket è dovuto vale la tariffa della prestazione, fino a un tetto di 36,15 euro per ricetta; con un’esenzione per reddito, patologia o invalidità non paghi nulla.
- Il bonus psicologo non è una porta aperta: si entra per graduatoria, l’ultima finestra si è chiusa il 14 novembre 2025 e al 1° ottobre 2026 l’INPS non ne ha annunciata un’altra.
- Gli sportelli di università e scuole lavorano su pochi colloqui e hanno una lista d’attesa: servono a cominciare e a essere indirizzati.
- Una linea di ascolto risponde subito e a qualsiasi ora; la psicoterapia è un’altra cosa, e per legge la esercita solo chi ha una specializzazione di almeno quattro anni.
Che cosa è gratis davvero, e che cosa è «quasi»
La parola «gratis», sulle pagine che trovi cercando, copre tre cose diverse: un servizio che per legge non si paga, un servizio che costa il ticket della tua Regione, e un ciclo di incontri gratuiti ma contati. Sapere in quale delle tre stai entrando cambia le domande da fare al telefono.
La tabella mette in fila le porte. Due avvertenze prima di usarla: la sanità è materia regionale, quindi quasi ogni riga ha una variante dalle tue parti, e la stessa azienda sanitaria può avere regole diverse per il Centro di salute mentale e per il servizio di psicologia. Le righe dicono la regola generale, la telefonata dice la tua.
| Dove | Come si entra | Che cosa dà |
|---|---|---|
| Consultorio familiare | Accesso diretto, senza impegnativa | Colloqui psicologici gratuiti per legge; in alcune Regioni anche psicoterapia per problemi relazionali |
| Centro di salute mentale | Dipende dalla ASL: libero accesso oppure richiesta del medico di base | Accoglienza, visita specialistica, presa in carico; psicoterapie dentro un progetto di cura |
| Servizio di psicologia della ASL | Spesso impegnativa del medico di base e prenotazione al CUP | Colloquio psicologico clinico, e da lì un percorso se serve |
| Consultorio o spazio giovani | Accesso libero, anche per i minorenni da soli | Colloqui con psicologi; la fascia d’età la fissa la Regione |
| Sportello di ateneo o di scuola | Domanda all’università o all’istituto | Pochi colloqui, dopo una lista d’attesa |
| Bonus psicologo | Domanda all’INPS quando una finestra è aperta | Fino a 50 euro a seduta da uno psicoterapeuta che ha aderito |
| Servizio sociale del Comune | Accesso diretto al segretariato sociale | Informazione, consulenza e invio ai servizi giusti |
Come si entra nel servizio pubblico della tua ASL
Il punto d’ingresso è il Centro di salute mentale. Il Ministero della Salute lo descrive come il centro di primo riferimento per i cittadini con disagio psichico, con un’équipe di almeno uno psichiatra, uno psicologo, un assistente sociale e un infermiere, e prevede che sia attivo almeno dodici ore al giorno per sei giorni alla settimana. Fra le sue attività ci sono i colloqui psicologici e le psicoterapie, dentro un programma di cura.
Quello che il Ministero non fissa è come ci si entra: lo decidono la Regione e l’azienda sanitaria. L’Azienda USL di Bologna scrive che si accede «direttamente con una richiesta del Medico di Medicina generale o in libero accesso», anche in urgenza. La ASL di Viterbo è più netta: «l’accesso è diretto, non è necessaria l’impegnativa». Alla ASL Napoli 1 Centro, per il servizio di psicologia clinica, servono l’impegnativa del medico di base con la dicitura «colloquio psicologico clinico per seduta» e la prenotazione al CUP. Nell’ASL TO4, in Piemonte, dipende dall’ambulatorio.
Il primo contatto, quindi, è una telefonata o uno sportello, non una visita. A Bologna chi arriva al Centro di salute mentale parla prima con un infermiere, che raccoglie i motivi della richiesta e fissa la visita specialistica; si entra dai diciotto anni in su, da residenti o domiciliati stabilmente e iscritti a un medico di famiglia. Per i minorenni il servizio è un altro.
Due cose vanno dette senza giri. L’idea che il pubblico sia riservato ai casi gravi non è una regola scritta da nessuna parte: è l’effetto delle liste d’attesa, e si smonta chiedendo. I tempi, invece, questa pagina non può prevederli, perché cambiano da azienda ad azienda e da un anno all’altro: chiedili al telefono insieme a tutto il resto.
Il ticket: quanto è, e quando non si paga
Per le prestazioni di specialistica ambulatoriale il ticket è pari alla tariffa della prestazione, fino a un tetto massimo di 36,15 euro per ricetta. Su una sola ricetta possono essere prescritte fino a otto prestazioni della stessa branca: è il motivo per cui un ciclo di colloqui può costare molto meno della somma dei singoli, e vale la pena chiedere al medico come scrive l’impegnativa.
Il Ministero della Salute avverte però che molte Regioni hanno adottato tariffe proprie, consultabili sui portali regionali. Lo stesso colloquio psicologico clinico, quindi, non costa uguale a Palermo e a Trento, e l’unica cifra che fa fede è quella che ti dice il CUP della tua azienda sanitaria quando prenoti.
Le esenzioni azzerano il ticket: per reddito associato all’età o alla condizione sociale, per patologia cronica, per malattia rara, per invalidità riconosciuta, e in alcuni casi particolari. Si certificano alla ASL, non si autodichiarano allo sportello del CUP. E se il ticket lo paghi, resta una spesa sanitaria detraibile al 19% per la parte che supera la franchigia annuale: la pagina di questo sito dedicata a quanto costa uno psicologo spiega come funziona la detrazione.
Il consultorio familiare: si entra senza impegnativa
È la porta gratuita per legge, ed è anche la meno usata. La legge che ha istituito i consultori familiari, nel 1975, stabilisce che le prestazioni del servizio «sono gratuite per tutti i cittadini italiani e per gli stranieri residenti o che soggiornino, anche temporaneamente, su territorio italiano». Fra le prestazioni che il Ministero della Salute elenca per il consultorio ci sono quelle psicologiche e psicoterapeutiche, e la dotazione prevista è di un consultorio ogni 20.000 abitanti, uno ogni 10.000 nelle aree interne e rurali.
Le Regioni lo confermano nei propri termini. La Regione Toscana scrive che «l’accesso al servizio è gratuito e senza prescrizione medica» e che le prestazioni si prenotano direttamente al consultorio; fra gli ambiti di intervento c’è «disagio e promozione del benessere», con consulenza psicologica e «presa in carico psicologica e psicoterapia per problemi relazionali individuali, di coppia e familiari». È più di quanto la maggior parte delle persone si aspetti da un consultorio. Se per una singola prestazione sia dovuto un ticket dipende dalla Regione e dal tipo di prestazione: la risposta esatta la dà il consultorio della tua zona.
Per gli adolescenti c’è uno sportello dentro lo sportello, con nomi e fasce d’età decisi dalla Regione. In Toscana i consultori giovani vanno dai 13 ai 25 anni: si accede in autonomia, anche minorenni e senza genitori, senza appuntamento e senza richiesta del medico, e il servizio non è legato alla residenza. In Emilia-Romagna lo Spazio giovani è riservato ai 14-19 anni, ad accesso libero. Se la domanda vera è come andarci senza dirlo in casa, la risposta sta nella pagina di questo sito su come fare senza dirlo ai genitori.
Il limite del consultorio è il suo mandato: nasce attorno alla salute della donna, della coppia, della famiglia e dell’adolescenza. Se quello che ti pesa è lontano da lì, il consultorio può ascoltarti e indirizzarti invece di prenderti in carico. Chiedilo nella prima telefonata, con queste parole: che cosa potete seguire voi, e che cosa no.
Conviene aspettare il bonus psicologo?
È un contributo dell’INPS introdotto nel 2021, riservato a chi ha un ISEE non superiore a 50.000 euro. Copre fino a 50 euro per seduta, con un tetto complessivo che dipende dalla fascia: 1.500 euro sotto i 15.000 di ISEE, 1.000 fra 15.000 e 30.000, 500 fra 30.000 e 50.000.
Non è un diritto che si esercita quando serve. Si presenta domanda dentro una finestra di poche settimane, si entra in una graduatoria costruita sull’ISEE più basso e, a parità di ISEE, sull’ordine di arrivo, e il contributo si ferma dove finiscono le risorse. Chi lo ottiene riceve un codice da comunicare seduta per seduta a uno psicoterapeuta che ha aderito: vale 270 giorni e decade se non fai almeno una seduta entro 60 giorni dall’accoglimento.
Il dato che conta oggi è questo: l’ultima finestra è andata dal 15 settembre al 14 novembre 2025, e al 1° ottobre 2026 l’INPS non ha annunciato un’apertura per il 2026. Se stai male adesso, il bonus non è una strada: è una cosa da controllare ogni tanto sul sito dell’INPS mentre ne percorri un’altra. Il conto completo, con la detrazione e le tariffe, sta nella pagina sul costo dello psicologo.
Sportelli: università, scuola, posto di lavoro
L’università è la porta più vicina per chi studia. Nel 2023 il Ministero dell’Università ha messo oltre 70 milioni di euro sul benessere psicologico degli studenti, di cui 37 nel Fondo di finanziamento ordinario perché le università statali attivassero o consolidassero i propri servizi. Vale la pena sapere come sono fatti: quello dell’Università di Bologna offre colloqui gratuiti e, se serve, «un percorso psicoterapeutico a breve termine, individuale o di gruppo», dichiara che non prende in carico i casi che richiedono assistenza psichiatrica o legati a dipendenza da sostanze, e dopo i moduli di richiesta mette in lista d’attesa.
A scuola lo sportello di ascolto esiste in molti istituti, anche grazie al protocollo fra il Ministero dell’Istruzione e il Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi, e lavora su pochi incontri. Per i minorenni resta un intervento psicologico, quindi serve l’autorizzazione dei genitori: di solito la scuola la raccoglie con un modulo a inizio anno, e conviene chiedere in segreteria se il tuo è già stato firmato.
Sul lavoro non c’è nessuna regola nazionale che ti dia delle sedute, e proprio per questo vale la pena chiedere. Il piano di welfare aziendale o il fondo sanitario integrativo a cui sei iscritto possono comprendere prestazioni psicologiche: lo sa l’ufficio del personale, non il tuo medico. Alcuni datori di lavoro hanno un servizio interno, come la ASL di Viterbo, che tiene un ambulatorio per lo stress lavoro-correlato dedicato al proprio personale.
Linee di ascolto e terzo settore: che cosa danno e che cosa no
Una linea di ascolto risponde adesso, a qualsiasi ora, senza impegnativa e senza lista d’attesa. È la cosa più veloce che esiste e serve nei momenti in cui il tempo è la variabile che conta: i numeri sono nel riquadro in cima a questa pagina. Quello che non fa è una diagnosi, una cartella, un percorso con un professionista che ti segue nel tempo.
La distinzione ha una base precisa. La legge che regola la professione di psicologo stabilisce che l’attività psicoterapeutica si esercita solo dopo una specializzazione di almeno quattro anni, conseguita dopo la laurea in psicologia o in medicina. Chi ti risponde al telefono di un’associazione può essere un volontario formato all’ascolto, e non sta facendo psicoterapia né fingendo di farla. Un’organizzazione seria te lo dice al primo contatto; se non te lo dice, chiedilo tu.
Due porte del Comune e del terzo settore quasi nessuno le prova. La prima è il segretariato sociale: la legge quadro sull’assistenza impone che in ogni ambito territoriale siano garantiti «servizio sociale professionale e segretariato sociale per informazione e consulenza al singolo e ai nuclei familiari», e un assistente sociale conosce i servizi della tua zona meglio di qualunque ricerca online. La seconda sono i gruppi di auto mutuo aiuto, che la stessa legge mette fra gli interventi da promuovere: a chi aspetta un appuntamento danno qualcuno con cui parlarne nel frattempo.
Tariffe calmierate, e la domanda da fare alla prima telefonata
Fra il gratuito e la tariffa piena c’è una fascia che quasi nessuno cerca: reti di professionisti che riservano una quota dei percorsi a tariffa ridotta per chi ha redditi bassi, e singoli professionisti che tengono due o tre posti a prezzo calmierato senza scriverlo da nessuna parte. Non esiste un elenco ufficiale, e si trovano per passaparola o chiedendo.
Chiedere, in ogni caso, è previsto dalla legge. Dal 29 agosto 2017 un professionista iscritto a un Ordine deve rendere noto il compenso e un preventivo di massima «obbligatoriamente, in forma scritta o digitale», non a voce. Una mail con la tariffa è esattamente ciò che la norma prevede, e domandare se esiste una tariffa ridotta è una domanda come un’altra.
Resta il punto che nessuna di queste porte scrive in grande: quasi tutte danno un ciclo breve o un ingresso. Il consultorio può seguirti o indirizzarti, lo sportello dell’ateneo ti dà alcuni colloqui, la linea di ascolto ti dà una telefonata. Quindi la prima domanda, prima ancora di raccontare perché chiami, è una sola: quanti colloqui sono compresi, e che cosa succede quando finiscono.
Domande frequenti
Chi ha diritto allo psicologo gratis?
Le prestazioni del consultorio familiare sono gratuite per legge per tutti: cittadini italiani e stranieri residenti o anche solo di passaggio. Negli altri servizi pubblici il diritto di accesso ce l’ha chiunque sia iscritto al Servizio sanitario nazionale, ma la prestazione è soggetta al ticket, che si azzera con un’esenzione per reddito, per patologia cronica o rara o per invalidità.
Dove posso trovare uno psicologo gratuito online?
Un servizio pubblico nazionale di psicologia online non esiste. Alcune Regioni offrono consulenze a distanza dentro i propri servizi: in Emilia-Romagna, per esempio, operatori e specialisti del servizio sanitario regionale rispondono online attraverso i siti collegati agli Spazi giovani. Per il resto il Centro di salute mentale e il consultorio lavorano in presenza, e una chat automatica non è psicoterapia: la può esercitare solo chi ha la specializzazione che la legge richiede.
Per andare dallo psicologo serve l’impegnativa?
Dipende dal servizio e dalla ASL. Al consultorio familiare no, mai. Al Centro di salute mentale in molti territori si entra in libero accesso, a Bologna come a Viterbo. Al servizio di psicologia della ASL servono spesso l’impegnativa del medico di base con la dicitura «colloquio psicologico clinico» e la prenotazione al CUP. Nel privato non serve, e non serve nemmeno per detrarre la spesa.
Il bonus psicologo è aperto nel 2026?
No. L’ultima finestra per presentare domanda è andata dal 15 settembre al 14 novembre 2025 e al 1° ottobre 2026 l’INPS non ha annunciato una nuova apertura. Chi ha già ottenuto il codice ha 270 giorni per usarlo e deve fare almeno una seduta entro 60 giorni dall’accoglimento della domanda.
Quanti colloqui danno nel servizio pubblico?
Il numero lo fissa il servizio insieme al progetto di cura, non una norma nazionale. Gli sportelli di atenei e scuole lavorano su cicli brevi; al Centro di salute mentale la presa in carico può durare, con una frequenza decisa dall’équipe. È la prima domanda da fare al telefono, insieme a che cosa succede quando il ciclo finisce.
Fonti
- Ministero della Salute, la rete dei servizi per la salute mentale: che cosa fa il Centro di salute mentale
- Ministero della Salute, consultorio familiare: prestazioni psicologiche e psicoterapeutiche, uno ogni 20.000 abitanti
- Ministero della Salute, ticket ed esenzioni: tetto di 36,15 euro per ricetta e tariffe regionali
- Normattiva, legge 405/1975 art. 4: gratuità delle prestazioni del consultorio familiare
- Normattiva, legge 56/1989 art. 3: esercizio dell’attività psicoterapeutica
- Normattiva, legge 328/2000 art. 22: servizio sociale professionale, segretariato sociale e auto-aiuto
- Normattiva, D.L. 1/2012 art. 9 c. 4: compenso e preventivo di massima in forma scritta o digitale
- Regione Toscana, i consultori: accesso gratuito e senza prescrizione medica
- Regione Toscana, consultori giovani: dai 13 ai 25 anni, senza appuntamento e senza richiesta del medico
- Regione Emilia-Romagna, Spazio giovani: 14-19 anni, accesso libero senza impegnativa
- Azienda USL di Bologna, Centro di salute mentale: istruzioni per l’uso
- ASL Viterbo, Dipartimento di salute mentale: accesso diretto senza impegnativa
- ASL Napoli 1 Centro, psicologia clinica: impegnativa del medico di base e prenotazione al CUP
- ASL TO4, psicologia della salute adulti: accesso diretto o impegnativa secondo l’ambulatorio
- INPS, contributo per sessioni di psicoterapia (bonus psicologo)
- Ministero dell’Università e della Ricerca, oltre 70 milioni per il benessere psicologico degli studenti
- Università di Bologna, Servizio di aiuto psicologico: che cosa offre e che cosa non prende in carico
- CNOP, protocollo con il Ministero dell’Istruzione per il supporto psicologico nelle scuole
- Agenzia delle Entrate, spese sanitarie detraibili
Da leggere dopo
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Quanto si paga a seduta e in un mese, quanto dura un percorso e le strade per spendere meno: ticket, bonus psicologo, detrazione del 19%, tariffe calmierate.
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Esercizi citati in questa pagina
Le schede degli esercizi spiegano che cosa si fa concretamente fra una seduta e l’altra. Sono scritte per chi è già in terapia e per chi la conduce.
Cerchi un nome, non solo una risposta?
Una persona legge la richiesta e ti propone uno psicologo iscritto all’Albo, libero negli orari che indichi. Per ora lo facciamo in poche città.
Questa pagina ha finalità informative e non sostituisce una valutazione clinica né una consulenza fiscale o legale. Le regole su contributi, detrazioni e accesso ai servizi pubblici cambiano: le fonti qui sopra sono il riferimento aggiornato.