100 schede pratiche: che cos’è l’esercizio, come si esegue passo per passo, un esempio già compilato, le note per chi lo assegna e le cautele. Scritte per chi è in terapia e per chi la conduce.
Nessuna scheda sostituisce una valutazione clinica. Se stai cercando un professionista, in fondo a ogni scheda puoi lasciare un contatto e ti proponiamo uno psicologo iscritto all’Albo.
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La scheda ABC separa l’evento dal pensiero e dall’emozione. Come si compila colonna per colonna, un esempio già riempito e gli errori più frequenti.
Che cos’è la ristrutturazione cognitiva e come si applica passo per passo: dal pensiero automatico alle prove, fino a un’alternativa che regge alla verifica.
Le sette colonne della registrazione dei pensieri disfunzionali, cosa scrivere in ciascuna, un diario già compilato e gli errori che lo rendono inutile.
Che cosa sono i pensieri automatici negativi, come si catturano nel momento in cui passano e in che cosa si distinguono dalla ruminazione e dal rimuginio.
L’elenco delle distorsioni cognitive più frequenti, con un pensiero tipico per ciascuna e la domanda che serve a metterla alla prova quando si presenta.
La freccia discendente risale da un pensiero quotidiano alla credenza che lo sostiene. Le domande da porre, una sequenza trascritta e quando fermarsi.
Come si conduce un dialogo socratico in terapia cognitiva: le famiglie di domande, uno scambio trascritto e la differenza fra guidare e persuadere.
Come si progetta un esperimento comportamentale in terapia cognitiva: previsione, prova sul campo, esito e conclusione, con una scheda già compilata.
Il grafico a torta delle responsabilità distribuisce le cause di un fatto fra tutti i fattori in gioco. Come si compila, con un esempio già ripartito.
Il continuum cognitivo trasforma un giudizio assoluto su di sé in una scala con criteri espliciti. Come si costruisce la linea, con un esempio compilato.
Il doppio standard mette a confronto il metro che usi con te e quello che useresti con un amico. Come si compila la scheda, un esempio e gli errori tipici.
Vantaggi e svantaggi di tenere una regola o un comportamento, e di lasciarli andare. Come si compilano i quattro quadranti, con una scheda già riempita.
Credenze di base, regole e assunzioni, pensieri automatici: come sono fatti i tre livelli del modello di Beck, come si riconoscono e come si arriva al più profondo.
Come si costruisce la formulazione del caso in terapia cognitivo-comportamentale: gli elementi dello schema, un diagramma compilato e gli errori tipici.
Le due colonne che mettono alla prova un pensiero: cosa conta come prova, cosa è opinione travestita da prova, un esempio compilato e la frase conclusiva.
«E se poi succede il peggio»: le tre domande che rimettono in scala uno scenario temuto, più quella che conta davvero, con un foglio compilato e i limiti d’uso.
La coping card porta fuori dalla seduta una risposta già costruita. Cosa va sul fronte e cosa sul retro, due carte trascritte per intero e quando non funziona.
Situazione, pensiero, emozione, comportamento: come si presenta il modello cognitivo nelle prime sedute, con le parole usate e gli errori da evitare.
Esposizione, attivazione e abilità: cambiare ciò che si fa per cambiare come ci si sente.
L’esposizione graduale affronta ciò che si teme un gradino alla volta, senza scappare. Come si costruisce, quanto deve durare e cosa la rende inefficace.
Quanti gradini servono, quali dimensioni variare per graduarli — durata, distanza, affollamento, comportamenti protettivi — e cosa fare quando un gradino salta.
Iperventilazione, cannuccia, rotazione: gli esercizi che riproducono le sensazioni del panico, quanto durano, cosa provocano e come si scelgono e si dosano.
Come si imposta l’ERP nel disturbo ossessivo-compulsivo: cosa si espone, quali compulsioni si bloccano (comprese quelle mentali) e come togliere la rassicurazione.
Come si scrive lo script dello scenario temuto, come si registra e si riascolta in loop, quanto dura una sessione e quali sono gli errori che la rendono inutile.
Le tre componenti del metodo di Wolpe, come si conduce una seduta scena per scena, in cosa differisce dall’esposizione in vivo e quando si usa ancora.
Perché nella depressione si comincia dal comportamento e non dall’umore: il monitoraggio di piacere e padronanza, la scelta delle attività e gli errori di dosaggio.
La meccanica dell’agenda settimanale: come si scrive una voce, quante metterne, come si usa la riga del previsto e come si rivede il foglio alla settimana.
Come si compila l’ABC funzionale: cosa viene prima, cosa viene dopo e quale conseguenza tiene in piedi il comportamento, con una scheda già riempita.
Il contratto comportamentale mette per iscritto impegni, verifiche e conseguenze fra due persone. Come si scrive, un testo completo e come si rinegozia.
L’economia a gettoni premia comportamenti precisi con punti che si scambiano con premi scelti insieme. Come si costruisce il cartellone, con un esempio completo.
Come si allena l’assertività: la differenza fra passivo, assertivo e aggressivo, lo schema DESC per costruire la frase e la tecnica del disco rotto.
Le sette fasi del problem solving in psicologia, dalla definizione del problema alla verifica, con la griglia delle alternative e delle conseguenze compilata.
Il gioco di ruolo in terapia: come si imposta la scena, quando si interrompe, come funziona l’inversione dei ruoli e cosa si raccoglie nel debriefing.
Il modeling insegna un comportamento facendolo vedere prima di chiederlo. Le tre forme — dal vivo, simbolico e partecipe — e una sequenza guidata già compilata.
Come si costruisce un compito fra una seduta e l’altra perché venga svolto, cosa dice davvero un compito non fatto e come si rivede senza mettere in imbarazzo.
Respiro, rilassamento, radicamento e riconoscimento di ciò che si prova.
La respirazione diaframmatica rallenta il respiro usando il diaframma invece del torace. Come si impara, quanto praticarla e quando smette di essere utile.
Quattro tempi uguali — inspiro, pausa, espiro, pausa — per rallentare il respiro e occupare l’attenzione. Come si conta, quando serve e quando è meglio evitarla.
Contrarre e sciogliere i gruppi muscolari uno alla volta, cinque secondi di tensione e trenta di rilascio. La sequenza completa, i tempi e gli errori tipici.
Le sei formule del training autogeno di Schultz, in che ordine si imparano, quanto dura una seduta e come si esegue la ripresa alla fine di ogni pratica.
Cinque cose che vedi, quattro che tocchi, tre che senti, due che odori, una che gusti: come si esegue il grounding e in quali momenti serve davvero.
Un’immagine mentale costruita con i cinque sensi e richiamata nei momenti difficili: istruzioni, scheda compilata e cosa fare se nessun posto risulta sicuro.
La scansione corporea porta l’attenzione in ogni parte del corpo senza cambiare niente. Come si pratica, quanto dura e cosa fare quando la mente scappa.
Una scala da 0 a 10 che collega ogni livello di rabbia ai segnali del corpo e alle mosse ancora possibili. Come si costruisce, esempio compilato, errori frequenti.
La SUDS misura il disagio da 0 a 100 usando descrizioni personali agli estremi. Come si ancora la scala, un esempio compilato e come si legge durante l’esposizione.
Otto emozioni primarie, ciascuna con la sua forma attenuata e quella intensa. Come si usa la ruota per dare un nome preciso a ciò che si prova, con tabella.
Dare un nome preciso a quello che si prova abbassa l’intensità dell’emozione. Come si fa in pratica, perché «sto male» non basta e un esercizio già compilato.
Ogni emozione ha punti del corpo in cui si sente più spesso e una spinta ad agire. Come si disegna la mappa corporea, tabella di riferimento ed errori da evitare.
Consapevolezza, defusione, valori e azione impegnata.
Che cos’è la mindfulness dentro un percorso clinico e cinque pratiche da cui partire: respiro, body scan, spazio di tre minuti, camminata, pensieri.
La pratica breve della MBCT in tre passi: riconoscere quello che c’è, raccogliere l’attenzione sul respiro, allargarla al corpo. Quando usarla e come.
Come si pratica il mangiare consapevole: l’esercizio dell’uvetta passo per passo, il diario di un pasto e le cautele nei disturbi alimentari.
La meditazione camminata passo per passo: la pratica formale su dieci passi, la versione all’aperto e quando conviene rispetto alla meditazione seduta.
Come meditare sul respiro: postura, punto di ancoraggio, durata e che cosa fare quando la mente va via. In che cosa si distingue dalla respirazione diaframmatica.
Come si guardano i pensieri passare senza entrarci: la pratica delle foglie sul ruscello, l’immagine delle nuvole e cosa fare quando il flusso si blocca.
Quattro tecniche di defusione ACT spiegate e applicate: «sto avendo il pensiero che», la ripetizione della parola, la voce buffa e ringraziare la mente.
Accettazione e willingness in ACT: che cosa la distingue dalla rassegnazione, la pratica dell’espansione sulle emozioni difficili e come si allena.
La bussola dei valori mette per iscritto le direzioni che contano e le confronta con quello che fai davvero. Come si compila, ambito per ambito, con esempio.
L’azione impegnata trasforma un valore in un comportamento con giorno, ora e ostacolo previsto. Come si costruisce il piano, con un esempio già compilato.
La matrice ACT ordina in quattro quadranti ciò che conta, ciò che ostacola e le mosse verso o via da. Come si compila in seduta, con un esempio riempito.
Il sé come contesto è la posizione da cui osservi pensieri ed emozioni senza esserne definito. Le pratiche, la scacchiera, il cielo e il meteo, gli errori.
Nella metafora ACT dei passeggeri sull’autobus i pensieri urlano dal fondo ma non guidano. Come si racconta, come si mette in scena e dove si sbaglia.
Nelle sabbie mobili divincolarsi fa sprofondare: la metafora ACT mostra perché la lotta contro l’ansia la alimenta e cosa si fa al posto della lotta.
Nella metafora ACT dell’ospite indesiderato tenerlo fuori costa la festa intera. Come si usa per lavorare sulla disponibilità, con esempio di seduta.
Tolleranza della sofferenza, regolazione emotiva ed efficacia interpersonale.
Temperatura, esercizio intenso, respirazione pacata, rilassamento muscolare: come si eseguono le quattro manovre TIP, con che tempi e con quali controindicazioni.
Le abilità di distress tolerance si dividono in sopravvivenza alla crisi e accettazione della realtà. Quali sono, come si scelgono e a che cosa servono davvero.
Fermati, fai un passo indietro, osserva, procedi con consapevolezza: come si esegue la sequenza STOP nei secondi fra l’impulso e l’azione, con un esempio completo.
Mente emotiva, mente razionale e mente saggia: come si distinguono nelle decisioni concrete, con quali pratiche si trova la terza e come si verifica di esserci.
Salute fisica, alimentazione, sostanze, sonno, esercizio e padronanza: che cosa copre ogni lettera di PLEASE MASTER e come si traduce in obiettivi settimanali.
Ogni emozione porta con sé un impulso. L’azione opposta consiste nel fare il contrario, fino in fondo: quando si applica, quando no, e la tabella per emozione.
Descrivi, esprimi, chiedi, rinforza, resta sul punto, mostrati sicuro, negozia: le sette mosse di DEAR MAN e una richiesta scritta riga per riga.
GIVE tiene in piedi il rapporto mentre si discute, FAST tiene in piedi il rispetto di sé. Che cosa significa ogni lettera e come suona quando manca.
Vulnerabilità, evento precipitante, anelli, comportamento, conseguenze: come si ricostruisce una catena comportamentale e dove si inseriscono le soluzioni.
La diary card registra ogni giorno emozioni, impulsi, comportamenti bersaglio e abilità usate. Come si compila colonna per colonna, con una settimana già riempita.
Lavoro sul critico interiore, sugli schemi precoci e sulle parti della persona.
I tre ingredienti dell’autocompassione, gli esercizi che li allenano — la pausa, la lettera, il gesto di conforto — e cosa fare quando la compassione fa paura.
La pausa autocompassionevole dura trenta secondi e si regge su tre frasi. Quali sono, come adattarle alle proprie parole e quando conviene usarla.
Scrivere una lettera a se stessi dalla voce di chi ti vuole bene: le tre parti che deve contenere, un esempio integrale e cosa farne dopo averla scritta.
La voce che ti rimprovera ha un tono, una storia e uno scopo. Come identificarla, il lavoro a due sedie e la differenza fra critico e protettore interno.
Parlare a una persona assente seduta di fronte: come si prepara la sedia vuota, cosa succede durante, quando si ferma e in quali casi non si usa.
Rientrare in un ricordo doloroso e cambiarne il seguito: le tre fasi dell’imagery rescripting, come si conduce in seduta e in quali casi non va usata.
Le modalità sono gli stati in cui una persona si trova momento per momento. I quattro gruppi principali, come si riconoscono in seduta e cosa fa il terapeuta.
Il diario degli schemi collega un episodio di oggi allo schema che lo ha acceso e alla risposta dell’adulto sano. Le sezioni una per una e un esempio compilato.
La flashcard è il promemoria da tenere in tasca per i momenti di attivazione. I blocchi che deve contenere, il testo integrale di due schede e come si usa.
Il limited reparenting è il modo in cui il terapeuta risponde ai bisogni non soddisfatti del paziente dentro confini precisi. Cosa comprende, cosa esclude e perché.
Panico, rimuginio, insonnia, rabbia, craving: schede nate per un quadro preciso.
Le sei colonne del diario del panico, una settimana già compilata come modello e i tre errori che lo rendono inservibile in seduta.
Come una sensazione fisica qualunque diventa un attacco in pochi minuti: gli anelli del circolo del panico e i quattro punti in cui si può spezzare.
Rimandare il rimuginio a una mezz’ora fissa: come si imposta il tempo della preoccupazione, una settimana di esempio e cosa fare quando non regge.
Come si riconosce l’intolleranza dell’incertezza nei comportamenti di controllo e quali esperimenti lasciano le cose in sospeso di proposito.
Tre esercizi che riducono davvero l’ansia sociale: spostare l’attenzione fuori da sé, togliere i comportamenti protettivi, correre piccoli rischi sociali.
Il video feedback serve solo se si prevede prima come ci si crede apparsi: preparazione della previsione, visione da osservatore esterno, confronto.
Quali regole di igiene del sonno hanno un effetto reale, quali no, e perché da sole raramente bastano quando l’insonnia dura da mesi.
Come si calcola la finestra di sonno, come si allarga di quindici minuti in base all’efficienza settimanale e per chi la restrizione è sconsigliata.
Le sei regole dello stimulus control: quando andare a letto, quanto aspettare prima di alzarsi, cosa fare fuori dal letto e gli errori che lo vanificano.
Il time out regge solo se concordato a freddo: come si scelgono segnale e durata, cosa si fa durante la pausa e come si torna sulla discussione.
L’urge surfing insegna a restare sull’impulso finché si esaurisce, invece di combatterlo: come si esegue la pratica, quanto dura e quando non basta.
Differenza fra scivolone e ricaduta, che cos’è l’effetto di violazione dell’astinenza e come si compila un piano con segnali, situazioni e contatti.
Diari, scale e piani che rendono visibile l’andamento fra una seduta e l’altra.
Il diario del sonno registra la notte in poche voci e restituisce tre misure: tempo a letto, tempo dormito ed efficienza. Con una settimana già compilata.
Due punteggi al giorno e una riga di contesto: come si compila un diario dell’umore, come si legge dopo due settimane e che cosa se ne ricava in terapia.
Che cosa si conta, quando si annota, per quante settimane e come si smette: il principio dietro ogni diario clinico, con una scheda di conteggio compilata.
Un foglio scritto quando si sta meglio, per i momenti di crisi: i sei passi in ordine, un esempio compilato e i numeri da tenere a portata di mano.
Specifico, misurabile, raggiungibile, rilevante, con una scadenza: come si trasforma «vorrei stare meglio» in un obiettivo verificabile, con tre esempi riscritti.
Registrare ogni giorno i fatti che sostengono una convinzione nuova su di sé e lavorare i «sì, ma» che li cancellano: come si imposta, con una settimana compilata.
Vantaggi e svantaggi del continuare come si sta facendo e del cambiare: come si compila la bilancia decisionale, quando è controindicata e un esempio riempito.
Queste schede sono una selezione. Il repertorio di Atlante Clinico raccoglie le tecniche dai testi di riferimento, ricercabili per obiettivo e per orientamento, con le cautele accanto alla procedura. Può esserti utile anche il modulo di consenso informato da adattare al tuo studio.