Prima di cominciare

Psicologo o psicoterapeuta: da chi andare, e dove sta lo psichiatra

Psicologo e psicoterapeuta non sono due gradini dello stesso titolo. Psicologo è chi ha la laurea in psicologia, ha superato l’esame di Stato ed è iscritto all’albo; psicoterapeuta è uno psicologo o un medico che dopo l’abilitazione ha fatto una specializzazione di almeno quattro anni, e la psicoterapia può esercitarla solo lui. Lo psichiatra è un medico ed è l’unico dei tre che prescrive farmaci: a quale rivolgerti dipende da che cosa ti porta a cercare, non da quale titolo suona più serio.

Aggiornato il 1 ottobre 2026. A cura della redazione clinica di Atlante Clinico.

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In breve

  • «Psicologo» è un titolo protetto: servono la laurea in psicologia, il tirocinio, l’esame di Stato e l’iscrizione all’albo, e chi non è iscritto non può esercitare.
  • La psicoterapia è un’attività a sé: la legge la consente solo a chi, dopo la laurea in psicologia o in medicina, ha concluso una specializzazione di almeno quattro anni.
  • Agli psicoterapeuti non medici la legge vieta ogni intervento di competenza esclusiva della professione medica, e la prescrizione di farmaci è uno di quelli.
  • Nell’albo, accanto al nome di chi è abilitato alla psicoterapia, l’abilitazione è annotata; la consultazione è pubblica e gratuita sul sito del Consiglio nazionale dell’ordine.
  • Il titolo dice che cosa quella persona può fare per legge; se saprà lavorare con te è un’altra domanda, e la risposta arriva al primo colloquio e nelle prime sedute.

Che differenza c’è fra psicologo e psicoterapeuta?

La professione di psicologo è regolata da una legge del 1989. Comprende la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione e riabilitazione e il sostegno in ambito psicologico, oltre a ricerca e didattica. Per esercitarla servono la laurea in psicologia, un tirocinio, l’esame di Stato e l’iscrizione all’albo: finché manca uno di questi passaggi, nessuno può chiamarsi psicologo.

La psicoterapia la stessa legge la tratta a parte. Per esercitarla serve una specializzazione di almeno quattro anni, da fare dopo la laurea in psicologia o in medicina, in una scuola universitaria o in un istituto riconosciuto dallo Stato. Chi la conclude resta psicologo, o medico, e in più diventa psicoterapeuta: l’abilitazione si aggiunge al titolo di partenza.

Da qui nasce la confusione. «Psicologo» indica la professione, «psicoterapeuta» un’abilitazione in più che non tutti gli psicologi hanno. E non tutti gli psicoterapeuti sono psicologi: un medico che fa quella specializzazione è psicoterapeuta a pieno titolo, ma non compare nell’albo degli psicologi.

Chi può fare che cosa, per legge
FiguraFormazioneChe cosa può farePrescrive farmaci
PsicologoLaurea in psicologia, tirocinio, esame di Stato, iscrizione all’alboColloqui, valutazione e test, sostegno psicologico, riabilitazioneNo
PsicoterapeutaPsicologo o medico, più una specializzazione di almeno quattro anniQuanto sopra e, in più, la psicoterapiaSolo se è anche medico
PsichiatraLaurea in medicina e specializzazione, iscrizione all’ordine dei mediciDiagnosi e cura dei disturbi psichiatrici, terapia farmacologica, psicoterapia se ha anche quella specializzazioneSì

E lo psichiatra, quando serve?

Lo psichiatra è un medico che si è specializzato dopo la laurea in medicina. Diagnostica e cura i disturbi psichiatrici e, dei tre, è l’unico che può impostare, modificare e sospendere una terapia farmacologica. Non è una gerarchia di bravura: la legge sugli psicologi vieta agli psicoterapeuti non medici ogni intervento di competenza esclusiva della professione medica, e la ricetta è uno di quelli.

Ci si arriva per due strade: di propria iniziativa, oppure perché il professionista con cui si è già cominciato propone una valutazione medica. Le due figure possono seguire la stessa persona nello stesso periodo e, con il consenso del paziente, psicoterapeuta e medico curante sono tenuti per legge a informarsi a vicenda. Una visita psichiatrica non finisce per forza in una prescrizione, e un farmaco non sostituisce un percorso psicologico.

Nel servizio pubblico le tre figure stanno nello stesso posto: il centro di salute mentale, che il Ministero della Salute indica come primo riferimento territoriale per chi ha un disagio psichico, ha un’équipe con almeno uno psichiatra, uno psicologo, un assistente sociale e un infermiere. Ci si accede passando dal medico di base, e i tempi dipendono dalla ASL: in molte zone l’attesa si misura in mesi, ed è il motivo per cui tanti cercano nel privato.

Da chi devo andare, nel mio caso?

La scelta dipende da due cose: da quanto dura quello che ti succede e da che cosa vuoi ottenere.

Le righe qui sotto servono a orientare la prima telefonata, non sono una diagnosi. Capire se il tuo caso rientra nelle sue competenze, e indirizzarti altrove quando non ci rientra, è il primo compito di chi ti riceve.

  • Una difficoltà recente e delimitata, come un lutto, una separazione o un periodo di lavoro che non regge, si affronta spesso con un percorso di sostegno psicologico, più corto e centrato su quel punto.
  • Qualcosa che torna da anni, o che si ripresenta ogni volta nella stessa forma, è il terreno della psicoterapia: in quel caso cerchi uno psicoterapeuta, e conviene verificarlo prima di prenotare.
  • Se stai già prendendo farmaci prescritti da un medico, o se te li hanno proposti, la figura che li gestisce è medica. Il percorso psicologico può andare in parallelo, e di norma i due professionisti si parlano se tu lo autorizzi.
  • Se ti serve una valutazione, un test o una certificazione per una pratica, chiedi al telefono se quella persona se ne occupa: sono prestazioni diverse da un percorso, e non tutti le fanno.

«Psicoterapeuta» vuol dire più bravo?

Nelle discussioni fra pazienti la gerarchia è data per scontata: chi chiede consiglio si sente rispondere di rivolgersi a un terapeuta, perché «si va più a fondo». La legge dice una cosa più stretta: la psicoterapia richiede una formazione in più, e chi non l’ha non può farla. Fuori da quell’ambito uno psicologo esercita a pieno titolo colloqui, valutazioni, sostegno e riabilitazione.

Il titolo non misura l’esperienza. Chi si è appena specializzato ha quattro anni di scuola e pochi pazienti alle spalle; uno psicologo che da dieci anni lavora con lo stesso tipo di problema ne ha molti. Sono due informazioni diverse e stanno in due posti diversi: la prima nell’albo, la seconda la ottieni chiedendola.

C’è però un caso in cui il titolo pesa. Se cominci un sostegno psicologico e dopo qualche mese emerge che serve un lavoro più lungo, con un professionista non abilitato alla psicoterapia a quel punto devi cambiare persona e ricominciare a raccontarti. Una domanda al telefono, «lei è anche psicoterapeuta?», evita quel passaggio, e nessuno si offende se la fai.

Che cosa cambia nel percorso con l’uno o con l’altro?

Un percorso di sostegno o di consulenza psicologica di solito parte da un obiettivo circoscritto e da un numero di incontri concordato all’inizio. Serve a reggere un passaggio, a decidere qualcosa, a rimettere ordine in un periodo, e finisce quando quel punto è affrontato.

Una psicoterapia ha un orizzonte più lungo e una cadenza regolare, perché lavora su schemi che si ripetono invece che su un singolo episodio. Quanto durerà non te lo può dire nessuno al telefono con precisione, e chi ti dà un numero secco sta promettendo quello che non sa. Si può però chiedere un ordine di grandezza e ogni quanto ci si vede.

Il diritto a chiedere il punto non cambia da una forma all’altra. Il codice deontologico impone allo psicologo di dare, già nella fase iniziale, informazioni comprensibili sulle prestazioni, sulle finalità e sui modi con cui lavora, oltre che sui limiti giuridici della riservatezza, e di indicare la durata prevedibile quando il percorso va per le lunghe. Se la risposta resta vaga, hai comunque appreso qualcosa su chi hai davanti.

Come verifico che una persona sia iscritta all’albo?

L’albo è pubblico e si consulta online dal sito del Consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi: si cerca per cognome e provincia, senza registrarsi e senza pagare.

Quello che leggi è la sezione dell’albo in cui la persona è iscritta, la A a cui corrisponde il titolo di psicologo o la B a cui corrisponde quello di psicologo iunior, e per chi ha concluso la specializzazione l’annotazione dell’abilitazione alla psicoterapia. Se un nome non compare, quella persona non è uno psicologo, e nessuna etichetta alternativa autorizza a fare psicoterapia.

L’albo però non è il criterio con cui le persone scelgono: nelle conversazioni fra pazienti compare quasi solo quando qualcuno sospetta che un titolo sia gonfiato. Costa due minuti e serve a escludere il caso peggiore; su come quella persona lavora non dice niente.

Il titolo mi dice se quella persona fa per me?

No, e conviene saperlo prima di spendere la prima seduta. Il titolo delimita che cosa è lecito fare. Che un percorso funzioni dipende da altro: dal fatto che ti senta ascoltato, che dopo qualche incontro ci sia una direzione riconoscibile, che tu capisca a che cosa state lavorando e perché.

Due professionisti con lo stesso titolo lavorano in modi molto diversi: cambiano l’orientamento, il modo di condurre la seduta, se lasciano qualcosa da fare fra un incontro e l’altro. Nessuno può garantirti il nome giusto al primo tentativo, e un primo incontro che non convince capita a molti.

Il titolo è un filtro, e si applica in due minuti. La parte lunga comincia dopo.

Domande frequenti

Psicologo o psicoterapeuta: da chi devo andare?

Se quello che ti succede è recente e delimitato, un percorso di sostegno con uno psicologo di solito basta. Se è una difficoltà che dura da anni o che torna sempre nella stessa forma, serve chi è abilitato alla psicoterapia, perché solo lui può condurla. Nel dubbio chiedi al telefono quale titolo ha e digli in due frasi che cosa ti porta a chiamare.

Che differenza c’è tra psicologo, psicoterapeuta e psichiatra?

Lo psicologo ha la laurea in psicologia, l’esame di Stato e l’iscrizione all’albo, e fa colloqui, valutazioni, sostegno e riabilitazione. Lo psicoterapeuta è uno psicologo o un medico che ha aggiunto una specializzazione di almeno quattro anni, e può condurre una psicoterapia. Lo psichiatra è un medico specializzato: diagnostica, cura e prescrive i farmaci.

Lo psicologo può prescrivere farmaci?

No. La legge vieta agli psicoterapeuti non medici ogni intervento di competenza esclusiva della professione medica, e la prescrizione rientra fra questi. I farmaci li prescrive un medico: lo psichiatra, oppure il medico di base. Psicologo e medico possono seguire la stessa persona nello stesso periodo e, con il tuo consenso, sono tenuti a informarsi a vicenda.

Come faccio a sapere se uno psicologo è iscritto all’albo?

Si cerca il nome nell’albo unico nazionale pubblicato dal Consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi: è una ricerca pubblica e gratuita, per cognome e provincia. Oltre all’iscrizione vedi la sezione dell’albo e, se la persona è abilitata alla psicoterapia, l’annotazione relativa. Se il nome non compare, quella persona non può esercitare come psicologo.

Per l’ansia è meglio uno psicologo o uno psicoterapeuta?

Dipende da quanto dura e da quanto ha invaso la giornata. Un’ansia legata a un passaggio preciso — un esame, un cambio di lavoro, una separazione — è il terreno tipico di un percorso di sostegno. Un’ansia che va avanti da anni, o che ti ha fatto smettere di fare cose, è quella per cui si cerca chi è abilitato alla psicoterapia. In entrambi i casi è il primo colloquio a stabilirlo, non la tua autodiagnosi al telefono.

Un percorso con uno psicologo non psicoterapeuta serve a qualcosa?

Sì, per tutto ciò che non è psicoterapia: colloqui di sostegno, valutazione, lavoro su un passaggio difficile o su una scelta, riabilitazione. Il limite conviene conoscerlo prima: se dal lavoro emerge che serve una psicoterapia, quella persona non può condurla e dovrai rivolgerti a qualcun altro.

Fonti

Da leggere dopo

Esercizi citati in questa pagina

Le schede degli esercizi spiegano che cosa si fa concretamente fra una seduta e l’altra. Sono scritte per chi è già in terapia e per chi la conduce.

Tutte le schede

Cerchi un nome, non solo una risposta?

Una persona legge la richiesta e ti propone uno psicologo iscritto all’Albo, libero negli orari che indichi. Per ora lo facciamo in poche città.

Questa pagina ha finalità informative e non sostituisce una valutazione clinica né una consulenza fiscale o legale. Le regole su contributi, detrazioni e accesso ai servizi pubblici cambiano: le fonti qui sopra sono il riferimento aggiornato.