Abilità DBT

Abilità TIP DBT: abbassare una crisi in pochi minuti

Le abilità TIP sono quattro manovre fisiologiche che la DBT usa per far scendere in pochi minuti un’attivazione emotiva troppo alta perché resti possibile ragionare: temperatura fredda sul viso, esercizio intenso, respirazione pacata e rilassamento muscolare abbinato al respiro. Non risolvono il problema che ha acceso la crisi: comprano il tempo che serve per non peggiorarlo.

Aggiornata il 29 settembre 2026. A cura della redazione clinica di Atlante Clinico.

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Che cos’è e a che cosa serve

Quando un’emozione supera una certa soglia, il cervello smette di avere accesso a tutto ciò che richiede di pensare. Parlare, soppesare pro e contro, ricordarsi cosa si era deciso in seduta: a quel livello di attivazione niente di tutto questo è disponibile, e insistere produce solo la sensazione di essere incapaci. Le abilità TIP aggirano l’ostacolo perché non passano dal ragionamento. Agiscono sul corpo, e il corpo cambia stato in un tempo che va dai trenta secondi ai dieci minuti.

La T sta per temperatura. Immergere il viso in acqua fredda, o appoggiarci sopra una busta di ghiaccio avvolta in un panno, per una trentina di secondi, con la testa piegata in avanti e il respiro trattenuto, attiva il riflesso di immersione: la frequenza cardiaca rallenta, il sangue si ridistribuisce verso gli organi centrali, l’attivazione scende. È la manovra più rapida del gruppo ed è anche quella che richiede più cautela, perché il rallentamento del cuore è un effetto reale e non è adatto a tutti.

La I sta per esercizio intenso: cinque o dieci minuti di attività aerobica vicina al massimo che il corpo può dare in quel momento — salire le scale, corsa sul posto, saltelli — per consumare l’adrenalina che la crisi ha messo in circolo. La prima P sta per respirazione pacata, cioè rallentare il respiro fino a cinque o sei atti al minuto con l’espirazione più lunga dell’inspirazione. La seconda P sta per rilassamento muscolare abbinato al respiro: tendere un gruppo di muscoli mentre si inspira, lasciarlo andare mentre si espira, dicendosi mentalmente «rilascia».

Le quattro manovre si usano in sequenza o una sola alla volta, e servono a un unico scopo: portarti al punto in cui puoi decidere invece di reagire. Che cosa decidi dopo — se rispondere a quel messaggio, se chiamare qualcuno, se andare a dormire — non lo stabilisce la TIP. Per questo funzionano molto meglio se sono state provate a mente fredda: nessuno impara a usare il ghiaccio la prima volta a mezzanotte, con l’impulso che preme.

Quando è utile

  • Nei momenti in cui l’intensità emotiva è tanto alta che nessun ragionamento entra più.
  • Davanti a un impulso autolesivo, a un impulso a bere o a un’abbuffata, per guadagnare i minuti in cui l’impulso cala.
  • Prima di inviare un messaggio o fare una telefonata che il mattino dopo sembrerebbe un errore.
  • Durante una crisi di rabbia o un attacco di panico, quando il corpo è chiaramente in allarme.
  • La sera, quando l’attivazione residua impedisce di addormentarsi e alimenta il rimuginio.
  • Come ponte verso le abilità che richiedono lucidità — mente saggia, azione opposta, DEAR MAN — inutilizzabili a novanta su cento.

Come si fa, passo per passo

  1. 1. Stima l’intensità prima di scegliere

    Un numero da 0 a 100, senza pensarci troppo. Sotto 60 conviene usare abilità che ragionano, perché sono ancora disponibili. Sopra 70 la TIP è la prima mossa, e le altre abilità vengono dopo. Questo passaggio dura tre secondi e evita l’errore più comune, cioè usare il ghiaccio per un fastidio e il ragionamento per una crisi.

  2. 2. Applica il freddo sul viso

    Riempi una bacinella di acqua fredda, aggiungi qualche cubetto, piega la testa in avanti e immergi il viso dagli zigomi alla fronte trattenendo il respiro per venti-trenta secondi. In alternativa, una busta di ghiaccio o un panno bagnato su occhi e zigomi, sempre con la testa in avanti. Si può ripetere due o tre volte con pause di un minuto.

  3. 3. Muoviti in modo intenso per cinque minuti

    Sale e scendi le scale, corri sul posto, fai burpees o salti con la corda: serve un’intensità che porti davvero il fiato corto, non una camminata. Dai cinque ai dieci minuti bastano. È l’alternativa da usare quando il freddo è controindicato, e funziona anche fuori casa, dove una bacinella non esiste.

  4. 4. Rallenta il respiro contando l’espirazione

    Seduto, inspira per quattro tempi ed espira per sei o sette, con il naso, senza forzare il volume d’aria. L’obiettivo è arrivare a cinque o sei respiri al minuto per almeno cinque minuti. Conta a voce interna oppure segui la lancetta dei secondi: è l’espirazione più lunga, non l’aria in più, a spostare l’equilibrio del sistema nervoso.

  5. 5. Tendi e rilascia con il respiro

    Inspirando, contrai un gruppo muscolare per cinque secondi — mani, avambracci, spalle, mascella, gambe — ed espirando lascialo andare di colpo, ripetendoti la parola «rilascia». Tre giri completi del corpo richiedono circa cinque minuti. Serve anche a riconoscere, a freddo, dove la tensione si deposita per prima.

  6. 6. Rivaluta e passa a un’abilità che pensa

    Rimisura l’intensità. Se è scesa sotto 60, la crisi non è finita ma sei di nuovo in grado di scegliere: è il momento di STOP, di mente saggia o di una telefonata. Se è ancora sopra, ripeti un’altra manovra. Le decisioni importanti restano sospese fino alla rivalutazione.

  7. 7. Prepara il materiale quando sei tranquillo

    Una busta di gel nel congelatore, un elastico di resistenza dietro la porta, un promemoria con la sequenza sul telefono o sul frigorifero. Le abilità TIP falliscono quasi sempre per un motivo banale: nel momento in cui servivano non c’era né il ghiaccio né il ricordo di cosa fare.

Esempio

Una sera ricostruita insieme a una persona che stava lavorando sugli impulsi a rispondere di getto dopo le discussioni. La colonna dell’intensità è la stessa scala che usa nella diary card.

Esempio di sequenza TIP durante una crisi serale
OraChe cosa ho fattoCome esattamenteIntensità 0-100
22:05Riconosciuto il piccoArriva il messaggio «ne parliamo un’altra volta». Impulso a mandare un audio di cinque minuti.95
22:07T — temperaturaBacinella con acqua fredda e tre cubetti, viso immerso venticinque secondi, testa in avanti. Ripetuto due volte.70
22:12I — esercizio intensoQuattro rampe di scale su e giù, quattro minuti, fino al fiato corto.60
22:20P — respirazione pacataSeduta sul letto, inspiro 4 ed espiro 7, cinque minuti contati sul cronometro del telefono.45
22:28P — rilassamento muscolareMani, spalle e mascella: cinque secondi di tensione in inspirazione, rilascio lungo in espirazione. Tre giri.30
22:35Decisione rimandataRisposta scritta nelle note del telefono e non inviata. Riletta il mattino dopo e riscritta in tre righe.25

La sequenza completa ha richiesto mezz’ora, ma il salto che conta è avvenuto nei primi cinque minuti: da 95 a 70. Sotto 70 le altre manovre diventano possibili, sopra non lo sono.

L’ultima riga non è una manovra TIP ed è la ragione per cui le prime quattro sono servite. Senza una decisione rimandata, la crisi sarebbe stata attraversata e poi agita lo stesso.

Il mattino dopo la risposta è stata riscritta: è l’indicatore che il tempo guadagnato ha cambiato l’esito, non solo il livello di attivazione.

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Note per il professionista

Le TIP si insegnano in seduta, con il materiale in mano, non a parole. Una bacinella e del ghiaccio in studio valgono venti minuti di spiegazione: la persona sperimenta il calo mentre è solo moderatamente attivata e registra la sensazione, che è il dato che poi recupererà in crisi. Conviene far provare tutte e quattro le manovre nella stessa seduta e chiedere quale ha spostato di più, perché la risposta individuale varia molto: per alcuni l’esercizio intenso fa quasi tutto il lavoro, per altri è solo la respirazione pacata a reggere.

Sul dosaggio: le TIP sono abilità di sopravvivenza alla crisi, non una pratica quotidiana. Usarle tutti i giorni a bassa intensità le trasforma in un rituale di evitamento e ne riduce l’effetto quando servono. La regola operativa da concordare è che entrano sopra una soglia definita dalla persona stessa sulla diary card, e che sotto quella soglia si usano abilità che richiedono pensiero. Vale la pena scrivere la soglia, altrimenti scivola verso il basso.

Tre modi in cui falliscono. Primo: il materiale non c’è nel momento giusto, e la soluzione è una preparazione esplicita — dove sta il ghiaccio, cosa si usa fuori casa, quale sequenza sul telefono. Secondo: vengono usate e poi la crisi riparte, perché nessuno ha previsto il passo successivo; la TIP va sempre agganciata a un’azione concordata che segue il calo. Terzo, il più insidioso: diventano un modo per non sentire nulla, applicate a ogni emozione sgradevole. In quel caso si riporta la discussione sulla differenza fra tollerare e sopprimere, e si sposta il lavoro sulle abilità di accettazione.

Nel catalogo DBT le TIP stanno all’estremità della tolleranza della sofferenza, dove il ragionamento non arriva. Il passaggio naturale, una volta che l’intensità è scesa, è verso STOP e mente saggia per la decisione immediata, e verso l’analisi in catena nella seduta successiva per capire come si è arrivati a quel punto. Una crisi gestita con le TIP e non analizzata dopo è un’occasione persa: la catena è ancora fresca e la persona è in grado di ripercorrerla.

Cautele e controindicazioni

  • L’acqua fredda sul viso attiva il riflesso di immersione e produce una bradicardia, cioè un rallentamento reale della frequenza cardiaca. È controindicata in presenza di cardiopatie, aritmie, ipotensione marcata e in chi assume beta-bloccanti o altri farmaci che rallentano il battito: in questi casi serve il parere del medico prima di provarla, e in alternativa si usano esercizio intenso o respirazione pacata.
  • Nei disturbi alimentari con squilibri elettrolitici — da restrizione, vomito autoindotto o uso di lassativi e diuretici — la manovra della temperatura va evitata finché la situazione internistica non è stata valutata, perché il rischio di alterazioni del ritmo cardiaco è già presente di suo.
  • L’esercizio intenso richiede le stesse cautele di qualunque sforzo massimale: va concordato con il medico in caso di patologie cardiovascolari, respiratorie, gravidanza o lesioni recenti, e non è indicato in condizioni di denutrizione.
  • Il ghiaccio non va applicato direttamente sulla pelle né tenuto più di qualche decina di secondi, e la manovra non si esegue in acqua molto fredda quando si è soli e già in stato confusionale.
  • Le TIP non sostituiscono un piano di sicurezza. Se l’impulso autolesivo o suicidario persiste dopo averle usate, il passo successivo è il piano concordato — chi si chiama, dove si va — non un’altra ripetizione delle manovre.
  • Sono abilità di emergenza: usate come unica risposta al disagio, e senza un lavoro sulle cause, mantengono la persona in un ciclo di crisi gestite e mai comprese.

Domande frequenti

Quanto dura l’effetto delle abilità TIP?

Il calo dell’attivazione compare entro trenta secondi con il freddo e entro cinque-dieci minuti con l’esercizio intenso, e si mantiene per un tempo che va da un quarto d’ora a un’ora. È una finestra, non una soluzione: serve a prendere una decisione diversa o a passare a un’abilità che richiede lucidità. Se in quella finestra non succede nulla, l’attivazione tende a risalire.

L’acqua fredda sul viso è pericolosa?

Per la maggior parte delle persone in buona salute no, ma non è una manovra neutra: abbassa la frequenza cardiaca. Chi ha una cardiopatia, un’aritmia, una pressione molto bassa, chi assume beta-bloccanti o ha squilibri elettrolitici legati a un disturbo alimentare deve parlarne con il medico prima di usarla. In caso di dubbio si resta su esercizio intenso e respirazione pacata, che danno un effetto simile con meno rischi.

Che differenza c’è fra TIP e la tecnica STOP?

STOP è una sequenza mentale — fermarsi, fare un passo indietro, osservare, procedere con consapevolezza — e richiede che una parte di attenzione sia ancora disponibile. Le TIP agiscono sul corpo e servono proprio quando quell’attenzione non c’è più. In pratica si usa TIP per scendere sotto la soglia in cui STOP torna eseguibile, e poi STOP per decidere cosa fare.

Posso usare le abilità TIP da solo?

Sì, e hanno senso proprio come strumento da usare quando non c’è nessuno. Le due condizioni sono che le controindicazioni della manovra della temperatura siano state escluse e che le sequenze siano state provate almeno una volta quando eri tranquillo. Quello che non fanno da sole è cambiare ciò che produce le crisi: se si ripetono ogni settimana, il materiale utile è nella ricostruzione degli episodi, non nella manovra.

Quante volte al giorno si possono usare?

Non c’è un limite formale, ma un uso molto frequente è di per sé un’informazione. Se le TIP servono più volte al giorno, la questione non è la manovra: è la vulnerabilità emotiva di base, su cui lavorano abilità come PLEASE, e la sequenza di eventi che porta alle crisi, che si ricostruisce con l’analisi in catena.

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Questa pagina ha finalità informative e non sostituisce una valutazione clinica. Gli esercizi descritti sono strumenti di psicoterapia: la scelta, l’adattamento e i tempi spettano al professionista che segue la persona.